|  AZIENDA AGRICOLA CECCHIN Ing. Renato
via
Agugliana, 11 – 36054 Montebello Vicentino (Vicenza)
tel. 0444649610 / 0444649290
e-mail: info@casacecchin.it
Sito: www.casacecchin.it
IL VINO DI CASA
L’ing. Renato ha chiamato la
sua azienda “Casa Cecchin”, per ricordare che la famiglia e l’amicizia
sono valori che vanno oltre il fatto produttivo. E quando parla di vino,
ogni tanto ribadisce che anche quando non porta soldi porta lo stesso ricchezza,
perché porta amicizia. E’ la filosofia di un “artigiano” dell’enologia
che ha creduto nel Durello ed è orgoglioso di produrlo bene, capace
di arrabbiarsi davvero quando gli dicono “ottimo questo vino: non sembra
neppure Durello”.
La sua azienda, alla cui attività collabora costantemente la figlia
Roberta, sommelier, sorge quasi in cima alla collina di Agugliana, sulle falde
del Monte Calvarina. L’ha costruita in modo che non disturbi l’occhio
e si confonda con l’ambiente: i locali aziendali sono sotto terra, sono
nascosti e forniscono quella costanza di temperatura e umidità ideali
per produrre vini che uniscono tecnica, amore, innovazione e assoluta tradizione.
Le
sue viti di Durella (7 mila, le conosce una per una) sorgono su un terreno
che considera speciale, sul lato sud e ben ventilato della collina, a 280 metri
di altitudine, dove l’antico vulcano Calvarina ha lasciato i suoi cristalli
di basalto e il fertile e ben drenato tufo. Oltre un trentennio fa, quando
si trovò a decidere quali viti piantare, tutti gli dissero che quello
era un luogo ideale per la Durella, vite antica, ma allora niente affatto di
moda, nella quale egli stesso già credeva fermamente.
Renato Cecchin
ha seguito il consiglio, piantando quelle viti delle quali oggi fa fiero. Produce
circa 6 mila bottiglie di spumante millesimato metodo classico, che lui chiama “Nostrum”.
Gli piacerebbe che questo nome, con il marchio che ha ideato e che metterebbe
gratuitamente a disposizione, contraddistinguesse questa tipologia di spumanti
italiani, ottenuta esclusivamente con uve autoctone. Altre 6 mila sono le bottiglie
di Durello tranquillo, una tipologia un po’ in
ombra, ma alla quale l’ingegnere crede fermamente. A chi dubita, ne dimostra
le qualità accompagnandolo con un eccellente baccalà alla vicentina
fatto in casa, in una sorta di ideale matrimonio enogastronomico che esalta
la tradizione locale. Poi produce anche 3 mila bottiglie (da mezzo litro) di
Durello passito, tipologia antica, trascurata negli ultimi decenni ma che sta
riprendendo nuovo vigore anche per la particolarità della Durella. E’ un
passito dalla grande carica di acidità, che “schiocca in bocca”,
diverso dall’immagine consueta che si ha riguardo a questa tipologia
di vini. Una parte lo utilizza anche come “liqueur” per rabboccare
le bottiglie di spumante dopo il degorgement.
La sua produzione di Durello supera la quantità di bottiglie che commercializza
e la parte rimanente viene conferita alla Cantina dei Colli Vicentini. Come
dice lui stesso, però, “il Durello tira”, e senz’altro
aumenterà la propria offerta, per la quale sta pensando anche a forme
di commercializzazione più organizzate: questa è la sua prossima
sfida.
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