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news 2005
12-12-2005
DUE I “GIORNALISTI DURELLI 2005”: STEFANO CANTIERO (TELEARENA)
E
BRUNO DONATI (CORRIERE VINICOLO)
E’ stato un 2005 in assoluta controtendenza
rispetto alla quasi totalità dei vini a DOC italiani, quello
vissuto dal Lessini Durello. La sua produzione
è infatti aumentata del 40 per cento, senza
per questo segnalare problemi di commercializzazione:
ne sono state prodotte 500 mila bottiglie, rispetto alle 350 mila
dello scorso anno, e alle circa 100 mila di appena un lustro fa.
E sono cresciuti di numero anche i giornalisti che di questo
vino hanno parlato e scritto, al punto che il tradizionale
premio che il Consorzio di tutela, presieduto da Giovanni Pranovi,
attribuisce per il migliore servizi giornalistico diffuso nel corso
dell’anno, ha registrato per l’edizione 2005
due vincitori ex aequo: Stefano Cantiero
per lo spazio dedicato al Durello in “Mondo Agricolo”,
rubrica televisiva di cui è responsabile e conduttore,
e Bruno Donati per l’articolo “Il rebus
del Durello, veneto molto atipico”, pubblicato dal Corriere
Vinicolo. A Cantiero e Donati è andata una bottiglia ciascuno
da 12 litri di Lessini Durello DOC spumante metodo classico, “affrescata”
con immagini dell’area di produzione.
La premiazione è avvenuta nella storica cornice
della Loggia di Fra’ Giocondo, a Verona, nel corso della tradizionale
incontro prenatalizio degli “Auguri a tutto Durello”,
moderato dal giornalista Sebastiano Carron, alla quale sono intervenuti
tra gli altri, oltre al presidente del Consorzio e al direttore
Aldo Lorenzoni, gli assessori provinciali Dionisio Brunelli e Alberto
Martelletto, il segretario generale della Camera di Commercio di
Verona Cesare Veneri, il presidente della Comunità Montana
della Lessinia Stefano Marcolini, il presidente della Strada del
Durello Giamberto Bochese.
La festa di Natale del Durello è stata anche
l’occasione per presentare “Lessinia, prima
del cielo”, libro fotografico di Claudio Portinari,
con testi del regista Alessandro Anderloni.
Durante la presentazione e la premiazione sono stati ricordati,
appunto, i successi che il Durello ha raggiunto negli ultimi dodici
mesi. 500 mila bottiglie rappresenta la tappa di un percorso di
crescita nato nel 1998 assieme al Consorzio di Tutela. Certo, si
tratta di numeri relativamente piccoli per due province, come quelle
di Verona e Vicenza, capaci di produrre altri vini DOC, ricchi di
qualità e storia, in quantità che non ha eguali in
Italia.
Anche questo traguardo, però, è un
ulteriore segno di continuo apprezzamento da parte di chi assaggia
questo vino ancestrale, oltre che dell’entusiasmo e della
convinzione dei produttori associati al Consorzio di Tutela. I quali
pure sono cresciuti di numero, passando da sette a otto: alle Cantine
sociali dei Colli Vicentini, di Gambellara, di Montecchia di Crosara,
di Monteforte d’Alpone, e alle aziende agricole Cecchin,
Fongaro e Marcato (che producono col Durello gli unici
tre spumanti veneti della neonata Associazione Spumanti Italiani
Metodo Classico Autoctoni), si è infatti aggiunta la Cantina
Sociale Val Leogra, nel vicentino.
E ci sono nuovi produttori che si sono accostati al Lessini Durello
DOC, anche se non ancora iscritti al Consorzio. Una crescita che
non viene dal caso: figlio straordinario di terre affascinanti e
aspre, vissute da gente con i piedi per terra, dalla intelligente
professionalità e dal cuore grande così, questo vino
parla a chi lo assaggia.
Non ha bisogno di tanti aggettivi per essere descritto:
basta lasciarsi andare alle sensazioni che sa comunicare quando
lo si assapora, che sono poi le stesse che ti prendono quando visiti
la Lessinia,
percorri le pendici e le alture ai piedi dei monti dove la ruvida
Durella matura ad altitudini impensabili per altre varietà,
incontri chi ci vive e lavora, assaggi gli altri saporiti prodotti
che mani sapienti hanno
preparato con l’esperienza di una storia secolare.
Le motivazioni del Premio: Stefano Cantiero, in
più occasioni e con servizi di approfondimento, ha fatto
vedere e ha comunicato l’anima e le peculiarità del
territorio che produce il Durello e la volontà dei produttori
che hanno creduto in questa uva unica e speciale, trasformandola
in un vino straordinario che, sia pure con numeri limitati, miete
successi in un momento di forte riflessione nel
mondo del vino italiano. Il riconoscimento che gli viene conferito
va inteso come invito a realizzare altri servizi sull’argomento
e come sollecitazione ai media televisivi a fare altrettanto.
Bruno Donati, cantore del terroir e reduce da recenti
fatiche sui bordolesi, con il suo servizio ha saputo accostarsi,
forte della sua esperienza enologica ma anche con spirito libero
e aperto, a questo prodotto ancestrale e anomalo, “scoprendone”
le novità.
Ne è scaturito un affresco dai tratti impressionistici del
vino, della sua storia, del territorio che lo produce, delle contraddizioni
vissute e della tenacia dei produttori, contribuendo fortemente
alla valorizzazione di un prodotto le cui splendide doti, di sicuro
fuori dai corsi usuali, meritano di essere più conosciute,
specie in quel mondo piuttosto chiuso dei vini considerati importanti.
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14-11-2005
FINE SETTIMANA AL RISTORANTE COL BENVENUTO DEL DURELLO
Fine settimana al ristorante, e il benvenuto lo dà il Durello.
Sono due i ristoranti veronesi che hanno aderito
a “W il Durello”, manifestazione promozionale
promossa da Colli Vicentini, uno dei produttori di riferimento della
Denominazione, con il patrocinio del Consorzio tutela vino Monti
Lessini.
Prima a Montecchia (ristorante Baba Jaga)
e poi, il sabato 19 e la
domenica 20 novembre, a Illasi (ristorante Le
Cedrare di Villa Sagramoso), chi sceglierà il ristorante
come cornice di pranzi e cene sarà accolto da una flute di
Durello spumante, come dire il Durello a tutta eleganza.
All’iniziativa aderiscono complessivamente venti ristoranti,
diciotto dei quali nel vicentino che è con l’estremo
Est veronese la culla della Durella, il vitigno autoctono che dà
il nome alla Doc.
A festeggiare con lo spumante è però
anche il giovane organismo di tutela che proprio di recente ha visto
l’ingresso di un altro socio, l’ottavo, con la Cantina
Valleogra di Malo, in provincia di Vicenza.
Il prossimo appuntamento “a tavola” col Durello
è mercoledì prossimo alla Terrazza Martini di Milano
con una serata che Vicenza Qualità, in collaborazione con
il Consorzio della soprèssa vicentina Dop, l’associazione
artigiani, il Fipe-Confcommercio di Vicenza ed il Consorzio tutela
vino Monti Lessini Doc, dedicata all’abbinamento con la soprèssa
vicentina Dop protagonista di innovative ricette preparate da chef
berici.
Sul fronte della Doc che ha il cuore della Denominazione
nel comune veronese di Roncà, si annuncia, infine, altro
tintinnar di calici visto che i giornalisti che compongono il Club
Amici del Durello hanno ufficializzato i nomi dei colleghi che il
14 dicembre, nella splendida cornice della Loggia
di Frà Giocondo, saranno premiati con il magnum d’autore
(dodici litri di millesimato dieci anni contenuti in una bottiglia
trasformata in un quadro).
Per la carta stampata il premio è stat assegnato a Bruno
Donati, firma del Corriere Vinicolo, mentre per la Tv il nuovo Giornalista
Durello è Stefano Cantiero, pluripremiato conduttore della
fortunata trasmissione di Tele Arena Mondo Agricolo.
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02-09-2005
IL LESSINI DURELLO DOC SPOSA I VOLI DELLE LINEE AEREE REGIONALI
S.p.a. E BRINDA ALLE PROSSIME OLIMPIADI DEI FORMAGGI DI MONTAGNAO
Vicenza
– Monaco, 1 settembre – Vola alto il Lessini Durello
DOC: questo storico e tipico vino dei territori della bassa montagna
e dell’alta collina che si stende tra le province di Verona
e di Vicenza, allieterà nella sua versione spumante i passeggeri
della Voli Regionali S.p.A., società vicentina con sede all’aeroporto
Dal Molin del capoluogo berico, nata nel maggio scorso e che gestisce
linee aeree per Monaco, Nizza, Olbia e Roma – Ciampino.
Il battesimo dell’aria del Lessini
Durello DOC è stato tenuto oggi a bordo di un bimotore
turboelica EMB 120 da 30 posti durante uno speciale volo Vicenza
– Monaco, che ha anche segnato il debutto ufficiale della
compagnia su questa importante tratta, con la presenza dell’amministratore
unico della Voli Regionali S.p.A., Manfredo De Paolis.
A mettere a disposizione sui Voli Regionali i contenuti e la bontà
del Lessini Durello è la Cantina dei Colli Vicentini di Montecchio
Maggiore, oggi rappresentata dal suo direttore Graziano Marchioni.
Proprio Marchioni ha sottolineato come la proposta del Durello sui
voli della compagnia vicentina vuole essere un contributo per “esportare”
la vicentinità in tutte le sue espressioni: enogastronomiche,
economiche e culturali.
Non a caso a bordo c’erano anche rappresentanti delle altre
specialità enogastronomiche beriche: la Cantina dei Colli
Berici, i produttori di sopressa vicentina DOP, i rappresentanti
del Formaggio Asiago DOP.
“Il Consorzio di tutela del Lessini Durello DOC ha fortemente
creduto nella scelta di abbinare ad un’iniziativa imprenditoriale
come quella di Voli Regionali il valore aggiunto del territorio
– ha spiegato dal canto suo il direttore del sodalizio Aldo
Lorenzoni – e servire questo vino ai passeggeri significa
non solo far conoscere la terra dove il vino nasce, ma anche raccontare
una storia secolare, fatta di ambiente e lavoro dell’uomo,
di tradizioni, gusti e sapori”.
All’arrivo a Monaco, il presidente dell’associazione
Caseus Montanus Gerardo Beneyton ha inoltre presentato l’Olimpiade
dei Formaggi di Montagna, in programma a Verona dal 20
al 23 luglio: la straordinaria e inconsueta competizione lattiero
casearia mondiale è stata infatti assegnata per questa edizione
da Caseus Montanus al Consorzio di tutela del Formaggio monte Veronese
DOP, rappresentato oggi dal presidente del Consorzio di Tutela Giovanni
Roncolato. Alle Olimpiadi parteciperanno oltre mille formaggi di
America, Asia ed Europa, ottenuti con latte crudo, prodotto a oltre
600 metri di quota.
La rappresentanza del vino Lessini Durello DOC, delle Olimpiadi
dei Formaggi di Montagna Verona 2005, del Formaggio Monte Veronese
DOP, del Formaggio Asiago DOP e dei salumi e la sopressa dell’azienda
Nogara di Sovizzo, è stata accolta all’aeroporto di
Monaco dal responsabile del dipartimento per gli affari dello scalo
Crichton Ross e da esponenti delle istituzioni locali in rappresentanza
dei produttori bavaresi, che hanno proposto in un ideale gemellaggio di sapori le produzioni casearie e la birra locali.
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09-06-2005
SI RINNOVA LO SPOSALIZIO TRA DURELLO E SALAMA DA SUGO
Lessini
Durello DOC e Salama da sugo ferrarese hanno rinnovato
il loro fresco abbinamento, sperimentato per la prima volta lo scorso
anno a Guarda Ferrarese, riproposto a Roncà, nell’Est
veronese, confermato nuovamente a Guarda Ferrarese
in occasione della tradizionale “Festa dla salama da taj”.
[ www.festasalama.it
]
Qui, la salama da sugo preparata dalle mani della
signora Laura Righetti, anima della festa, è stata proposta
alla maniera più tradizionale (servita a cucchiaio dentro
la vescica di maiale che ne ha assicurato l’invecchiamento)
ma anche servita a fette, intera, dimostrando come i modi di preparazione
e di servizio di una stessa pietanza non sono indifferenti per quanto
riguarda il palato. Più piccante e piena nella prima maniera,
la salama proposta a mo’ di cotechino (ci si perdoni la “bestemmia”)
è risultata un po’ meno “saporita”, se
ciò è appunto possibile per la salama da sugo ferrarese.
In entrambi i casi, complice anche l’afosa giornata preestiva,
il fresco Lessini Durello DOC metodo classico dell’Azienda
Marcato di Roncà ha ristorato sia il palato sia
l’ambiente, dimostrando ancora una volta la grande capacità
di questo vino ottenuto dall’uva più acida al mondo
di saper abbinarsi perfettamente a pietanze tanto difficili da non
trovare facilmente compagni di tavola all’altezza della situazione.
Il Durello spumante in versione Charmat, sempre
messo a disposizione dall’Azienda Marcato, ha invece accompagnato
il piatto d’ingresso servito direttamente nella salumeria
- salumificio della signora Righetti: la salama da taj, appunto.
Si tratta di un insaccato del tutto diverso, confezionato sempre
nella vescica del maiale in modo che la forma somigli a quella della
salama da sugo, ma ottenuto con l’impasto utilizzato anche
per fare i salami all’aglio.
Durello e Salama hanno dimostrato nell’occasione non solo
la loro “compatibilità”, ma la validità
del loro sposalizio.
In ogni caso siamo di fronte a due giacimenti culturali, prima ancora
che enogastronomici, dove i protagonisti (Durello e Salama appunto)
hanno sofferto anche nel recente passato delle conseguenze di una
sorta di omogeneizzazione dei gusti, ma alla fine hanno scoperto
proprio nella loro singolarità inimitabile la forza per riaffermarsi
presso più attenti buongustai.
La festa ha anche fornito l’occasione per visitare
il restauro della grande tela che adorna la chiesa di Guarda
e il rifatto Mulino del Po (Guarda Ferrarese e
Ro sono i luoghi dove Bacchelli ha ambientato il suo romanzo, quando
peraltro le macine mosse dalla corrente del grande fiume avevano
già smesso di girare), realizzato col contributo comunitario
e costruito sulla base di disegni originali. L’imbarcazione
- mulino, perfettamente funzionante, è attraccata sulla sponda
ferrarese del fiume, sotto il Ponte che collega Polesella con Ro,
di fronte allo spazio dove in agosto si svolgerà la “Sagra
della Miseria”: una festa emblematica, che ricorda i tempi
difficili nei quali la “miseria” caratterizzava le condizioni
delle popolazioni che si affacciavano sulle due rive del Po.
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01-03-2005 LESSINI DURELLO: DA
VENETO AGRICOLTURA 80 MILA EURO PER COMPLETARE LA ZONAZIONE
Completamento della zonazione del Lessini
Durello Doc: Veneto Agricoltura si impegna per 80 mila
euro. A tanto ammonta il finanziamento, (che si affianca ad uno
stanziamento di pari entità previsto dal Consorzio tutela
vini Lessini Durello Doc), che sostanzia l’accordo di programma
sottoscritto tra Giorgio Carollo, amministratore unico di Veneto
Agricoltura e Giovanni Pranovi, presidente del Consorzio.
Il finanziamento consentirà al Consorzio tutela di proseguire
e concludere lo studio iniziato nel 2001 con l’obiettivo di
comprendere la vocazione viticola del territorio (530 sono
gli ettari della superficie vitata della Doc) per adottare le tecniche
colturali più appropriate per elevare la qualità dei
vigneti e ottenere (anche attraverso la revisione del disciplinare
di produzione) vini sempre più espressione del territorio
sul quale insistono 500 aziende.
Nell’ultimo biennio è stata completata
l’indagine pedologica della Denominazione
(che conta su una produzione annua di 85 mila quintali d’uva),
sono state individuate 9 sottozone e sono stati posti sotto osservazione
23 vigneti selezionati con un’accurata indagine agronomica.
Ne sono seguite le microvinificazioni che hanno visto avviare alla
spumantizzazione Metodo Classico i campioni migliori e più
idonei. I vini ottenuti da microvinificazione hanno quindi sostenuto
l’esame dei degustatori ed il progetto si è chiuso
sul finire dello scorso anno con un’indagine isoenzimatica.
Per il prossimo biennio il progetto di zonazione,
che si avvarrà della collaborazione tecnica dell’Istituto
sperimentale per la viticoltura e l’enologia di Conegliano,
di Agriproject, di tecnici specializzati e della stessa Veneto Agricoltura,
si propone di proseguire il monitoraggio viticolo dei 23 vigneti
guida già individuati prevedendo l’esecuzione dei rilievi
fenologici, viticoli e produttivi, l’analisi delle cinetiche
di accumulo zuccherino e della degradazione acida, le microvinificazioni
al Centro sperimentale di San Floriano, il monitoraggio settimanale
dell’umidità dei suoli e la raccolta ed elaborazione
dei dati metereologici.
Avviandosi alla conclusione il progetto di zonazione
viticola del Lessini Durello Doc comprenderà anche investimenti
per l’analisi paesaggistica, l’elaborazione dei dati
al fine di predisporre tanto relazioni annuali e conclusive quanto
iniziative di carattere editoriale volte alla divulgazione dei nuovi
elementi di conoscenza appresi nei quattro anni di studio portati
avanti dal Consorzio.
– 2004 –
20-12-2004
RINNOVATO IL CDA DEL CONSORZIO DI TUTELA VINO LESSINI DURELLO: ALLA
PRESIDENZA VA GIOVANNI PRANOVI, AFFIANCATO DA PATRIZIO DAL CERO
E ANDREA MARCATO
Giovanni Pranovi è il nuovo
presidente del Consorzio di Tutela Vino Lessini
Durello. Pranovi, nominato all’unanimità nel CdA di
martedì 14 dicembre 2004, metterà a disposizione del
Consorzio la sua lunga esperienza nel settore vitivinicolo, culminata
nell’attuale presidenza alla Cantina Colli Vicentini, dove
aveva in precedenza ricoperto i ruoli di Direttore e Vicepresidente.
Nominato nel 1990 Maestro del Lavoro, Pranovi è benemerito
della Camera di Commercio di Vicenza, Amministratore della Cassa
Rurale ed Artigiana di Brendola (VI) e Presidente del Collegio Sindacale
dell’Unione Confcooperative di Vicenza.
Pranovi sarà affiancato nella direzione dai due vice presidenti
Patrizio Dal Cero (cantina di Montecchia) e Andrea Marcato (cantina
Marcato).
Gli altri membri del CdA sono: Pietro Giovanni
Fattori, Alessandro Bevilacqua e Giamberto Bochese (Cantina di Montecchia),
Giuseppe Festugato (Cantina Colli Vicentini), Giancarlo Fongaro
(Cantina Fongaro), Massimino Stizzosi (Cantina di Monteforte) e
Luciana Zonin (Cantina di Gambellara).
Nata nel 1987, la Doc interprovinciale Lessini Durello
riguarda la produzione di vini bianchi, tranquilli e spumanti realizzati
in una zona alto collinare a cavallo tra le Province di Verona e
di Vicenza, nell'area dei Monti Lessini. La zona di produzione comprende:
nella provincia di Verona, l'intero territorio dei comuni di Vestenanova
e San Giovanni Ilarione e, parzialmente quello dei comuni di Montecchia
di Crosara, Roncà, Cazzano di Tramigna, Tregnago e Badia
Calavena; in provincia di Vicenza, l'intero territorio dei comuni
di Arzignano, Castelgomberto, Chiampo, Brogliano, Gambugliano, Trissino,
parzialmente quello dei comuni di Cornedo, Costabissara, Gambellara,
Isola Vic., Malo, Marano Vic., Montecchio Maggiore, Montorso Vic.,
Nogarole Vic., S.Vito di Leguzzano, Schio e
Zermeghedo.
Anima della Doc è il vitigno Durello
(localmente chiamato anche Durella), un vitigno autoctono la cui
presenza nel territorio risale all'epoca preistorica, come testimoniano
i ritrovamenti delle ampelidee fossili, antenate dell'attuale vitis
vinifera, effettuati a Vestenanova di Bolca in alta Valle d'Alpone.
Una vera e propria documentazione storica della sua presenza risale
ad almeno due secoli, se si considera valida l'identificazione del
Durello nell'antico "occhio di pernice", nominato da studiosi
come l'Alcanti e Maccà intorno al 1750.
Tuttavia, secondo alcune testimonianze, il Durello risalirebbe al
XIII secolo, identificando il suo antenato nella "durasena"
citata nello statuto della comunità di Costozza nel 1292.
Avvicinandoci invece ad un'epoca più moderna, ssiamo trovare
testimonianze della diffusione del vitigno nell'attuale area di
produzione negli scritti di storici quali il conte Gulio da Schio,
che parlava del Durello come di un vitigno in grado di regalare
"uve zuccherine" assai diffuso sulle colline di Arzignano.
Perchè il nome "Durello"? Forse
per la sua alta acidità complessiva che
gli conferisce elevata resistenza alle alterazioni e un gusto caratteristico,
tale da renderlo particolarmente adatto alla spumantizzazione, sia
con metodo Charmat che con la più tradizionale fermentazione
in bottiglia.
I nuovi impianti, effettuati soprattutto con Chardonnay, Pinot nero,
Pinot grigio, Cabernet e Merlot, propongono oggi vini che si prestano
ottimamente ad entrare in cuveè di spumanti di eccellenza
e vini di struttura e personalità tali da poter affrontare
il mercato e la concorrenza internazionale.
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18-12-2004
FABIO PICCOLI VINCITORE DELLA IVa EDIZIONE DEL PREMIO GIORNALISTA
DURELLO 2004
Fabio Piccoli, giornalista de L’Informatore
Agrario, il settimanale specializzato in agricoltura più
diffuso in Italia, è il vincitore della IVa edizione del
“Premio Giornalista Durello”, indetto
dal Consorzio Tutela Lessini Durello.
La premiazione, avvenuta per mano di Giovanni Pranovi, neo presidente
del Consorzio, e di Sebastiano Carron, Presidente del “Club
Amici del Durello”, si è svolta nella prestigiosa cornice
della Loggia di Fra’ Giocondo, in pieno centro storico di
Verona, giovedì 16 dicembre 2004.
Motivazione – Fabio Piccoli ha spuntato la vittoria tra i
numerosi colleghi partecipanti grazie all’articolo “Storia
di una scommessa vinta”, pubblicato su Euposia a novembre
2004.
La giuria quest’anno ha dovuto svolgere un compito arduo e
difficile, visto il consistente numero di articoli pervenuti, spesso
di ottimo livello. Un dato molto significativo, che indica come
gli estimatori del Durello siano in continuo aumento, grazie all’azione
del Consorzio, della volontà dei produttori e del “Club
Giornalisti Amici del Durello”.
Questa la motivazione del riconoscimento della giuria al giornalista:
“Oltre alle notizie e ai fatti, Fabio Piccoli ha saputo trasmettere
le sensazioni che si avvertono quando ci si accosta al Durello e
al territorio che lo produce. Inoltre, nell’articolo ben risalta
l’orgoglio dei produttori che hanno deciso di continuare a
fare il Durello dandosi regole e cercando sinergie e qualità
a livelli sempre più alti, coscienti che il Durello non è
un vino per ogni occasione, ma quello delle opportunità irripetibili
e uniche”.
Come da tradizione, il premio consiste in un ambitissimo
Baltazar (12 litri) di Lessini Durello millesimato 1996,
decorato da Sabina Mazzardo, pittrice emergente di Monteforte (VR),
e dedicato quest’anno alle 2 città del Durello Verona
e Vicenza. Nelle precedenti edizioni, il riconoscimento è
andato a Sebastiano Carron (2001), Sandro Sangiorgi (2002) ed Elisabetta
Tosi (2003).
Il vincitore: Fabio Piccoli – Nato a Siena,
41 anni, giornalista professionista, dal 1996 è responsabile
delle rubriche agroalimentare e agroindustria con particolare riferimento
al settore vitivinicolo e a quello lattiero-caseario per L’Informatore
Agrario. Collabora inoltre a: Euposia, Il Corriere Vinicolo, Enotria
e Il Latte. Autore della Guida alle Città del Vino 2004 e
2005 edita da Civin.
Nel 2004 ha pubblicato il suo primo romanzo a racconti “Nascondigli”,
edito da Achab Edizioni. In via di pubblicazione (a gennaio e aprile
2005), editi da Agra Editrice, i libri “La comunicazione delle
imprese del food & beverages: comunicare con piccoli budget”
e “Il
futuro del vino: 10 interviste ai più importanti operatori
del settore vitivinicolo a livello mondiale”.
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09-12-2004
RINNOVATO IL CDA DEL CONSORZIO DI TUTELA VINO LESSINI DURELLO: ALLA
PRESIDENZA VA GIOVANNI PRANOVI, AFFIANCATO DA PATRIZIO DAL CERO
E ANDREA MARCATO
Guarda
al futuro il Lessini Durello, vino antico ottenuto
da uve caratterizzate da una acidità naturale che è
tra le più elevate in assoluto, coltivate nei territori di
alta collina delle province di Verona e di Vicenza ai piedi della
Lessinia.
E lo fa dimostrando la sua capacità di esprimere il territorio
dove nasce e nello stesso tempo di accompagnare nel migliore dei
modi i sapori della cultura gastronomica non solo del vicentino
e del veronese, ma anche di altre realtà che in certi casi
hanno bisogno di un vino del tutto particolare per abbinarsi al
meglio.
Come ad esempio la famosa salama da sugo ferrarese. Un matrimonio
felice e annunciato quello tra il Durello e la Salama, verificato
a Guarda di Ro nel giugno scorso e riproposto con successo in occasione
della tradizionale giornata che annualmente il Consorzio di Tutela,
i produttori e i giornalisti dedicano a questo vino davvero unico.
Il Durello è stato ovviamente
il protagonista dell’intera manifestazione.Nel corso della
mattina, giornalisti ed esperti sono stati chiamati a scegliere
la migliore couvèe per dare vita ad uno spumante metodo classico,
utilizzando quattro microvinificazioni frutto della zonazione realizzata
dal Consorzio di Tutela.
Poi, all’azienda agricola Marcato, in una tavola arricchita
dal pane ferrarese IGP, il Lessini Durello di tutti i produttori
(le aziende Cecchin, Fongaro, Marcato e le Cantine dei Colli Vicentini,
di Gambellara, di Montecchia di Crosara e di Monteforte d’Alpone)
nelle sue diverse tipologie spumante charmat e metodo classico,
tranquillo e passito, ha allietato i palati dirigendo una sinfonia
di sapori.
Il concerto è stato aperto dalla salama da taglio portata
da una delegazione ferrarese composta da giornalisti, amministratori,
produttori e organizzatori della Festa della salama di Guarda Ferrarese
(www.festasalama.it); è proseguito con risotto (alle verdure
e all’isolana) realizzato con il Vialone Nano veronese IGP;
è culminato con il piatto più atteso, che ha visto
la saporita salama da sugo, addolcita da polentina di riso veronese,
abbinata appunto con il Lessini Durello DOC, vino che si è
dimostrato capace di accompagnare in maniera ottimale questa gustosa
ma anche vigorosa pietanza, attenuandone gli eccessi senza turbare
né la piacevolezza dell’insaccato né la freschezza
del vino. Gran finale con il formaggio Monte Veronese DOP (ma anche
qualche pezzo di Morlacco del Grappa), assieme al quale ha ben figurato
l’ultimo nato nella tipologie del Lessini Durello DOC: il
passito, proposto per la prima volta nelle versioni definitive delle
aziende Marcato e Cecchin.
Sulla Salama da sugo, per la quale
è stata avviata la richiesta di riconoscimento dell’IGP,
occorre spendere qualche parola in più, perché al
di fuori dell’Emilia orientale non sono molti quelli che la
conoscono.
La si produce in maniera tuttora artigianale, utilizzando suini
pesanti, dei quali si impiegano tagli ben precisi: principalmente
pancetta, spalla, capocollo, goletta, lingua e fegato.
Si può aggiungere anche muscolo di coscia e guancia. Si macinano
e si impastano gli ingredienti con pepe nero, sale, spezie varie
e vino rosso robusto.
Qualcuno ci aggiunge grappa, brandy, rum. Il tutto viene insaccato
nella vescica del maiale e lasciato a stagionare per almeno un anno.
Al momento dell’uso, la salama si presenta come una sorta
di meloncino, duro come la pietra, che va lessato in acqua bollente
per ore, finchè l’impasto non si spappola.
Quindi si apre l’involucro e si serve in tavola il contenuto,
preferibilmente a piccole dosi. Dire che non è pietanza per
palati delicati è un eufemismo: se ve ne offrono un cucchiaino,
non pensate che il vostro ospite sia tirchio ma è semplicemente
prudente e vuole conoscere la vostra reazione prima di azzardarsi
ad offrirvene ancora.
Ha un gusto veramente esaltante, forte al di là di ogni sospetto
per chi non ne abbia mai assaggiata. Il palato si scalda, le papille
quasi soffrono per l’eccesso di piacere e di sapidità,
che richiede il vino giusto per essere moderato.
Unanime il giudizio positivo sull’abbinamento Durello
- Salama, al punto che è stato già ipotizzato
di riportare l’anno prossimo il Lessini Durello DOC in provincia
di Ferrara, non solo per abbinarlo allo storico insaccato, ma anche
con altre specialità di quella provincia (compreso il pesce
azzurro) che non sempre trovano un abbinamento ideale con i vini
locali.
La giornata del Lessini Durello si è conclusa a Sprea, località
di Badia Calavena famosa per l’Erbecedario della Lessinia,
luogo di erbe officinali che vuole ricordare l’opera don Luigi
Zocca, parroco in quella località subito dopo la prima guerra
mondiale, dove ritrovava nella flora locale i rimedi agli acciacchi
dei suoi parrocchiani.
Sebastiano Carron - Presidente
Club "Giornalisti Amici del Durello"
inizio
pagina.
18-05-2004
RINNOVATO IL CDA DEL CONSORZIO DI TUTELA VINO LESSINI DURELLO: ALLA
PRESIDENZA VA GIOVANNI PRANOVI, AFFIANCATO DA PATRIZIO DAL CERO
E ANDREA MARCATO
Il
Durello innaffia la due giorni dedicata agli uomini venuti dal Nord.
Il nettare della collina e della montagna veronese sarà l'unico,
venerdì 27 e sabato 28 febbraio, ad essere versato nei bicchieri
di accademici, studiosi, ricercatori, giornalisti e curiosi, partecipanti
a "I Cimbri, un territorio da salvare",
la manifestazione che, in due giornate di studio, vuole essere l'occasione
per mettere al confronto diverse enclaves linguistiche ed etniche
e, al contempo, provare ad individuare strategie per la loro salvaguardia.
La manifestazione, promossa al Palazzo della Gran
Guardia dal Centro Unesco di Verona e dal Curatorium cimbricum,
di concerto con la Comunità montana della Lessinia, il Comune
e l'università di Verrona, avrà proprio il Durello,
nelle sue diverse interpretazioni, quale vino ufficiale dei momenti
conviviali che la accompagnano. Con questa partecipazione il Consorzio
di tutela del vino Monti Lessini Durello Doc e la Strada del Vino
Durello Doc, unitamente al Consorzio del Formaggio Monte Veronese
Dop, proseguono in direzione della promozione dell'autoctono delle
colline berico-scaligere quale ambasciatore di un territorio unico
da salvaguardare e valorizzare.
La presenza del vino del territorio in un convegno dedicato ad un
popolo che molto ha lasciato nello stesso, segue solo di poco l'ultima
presenza in città della giovane Doc. Il Durello, infatti,
è stato tra gli ospiti della recentissima fiera del lusso,
manifestazione alla quale è intervenuto anche Abele Casagrande,
presidente del Consorzio tutela.
Consorzio e Strada del Vino, poi, sono stati presenti alla
Borsa internazionale del turismo (Bit) ospitata alla Fiera
di Milano.
A inizio febbraio, infine, il Durello, che ha anche la riconosciuta
attribuzione di aperitivo di Verona, ha fatto la parte del leone
nel corso della cena di gala per l'apertura dei mondiali di sci
all'Alpe d'Huez, in Francia. La cena, nel contesto della "Serata
delle Nazioni" ha visto Verona rappresentare l'Italia con il
Durello abbinato al formaggio Monte Veronese Dop e alla sopressa."
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30-03-2004
UN DURELLO "MONDIALE"
Quando si parla di bollicine il pensiero vola subito alla Francia
e ai suoi celebrati champagne.
Ha quindi destato sorpresa la decisione degli organizzatori dei
Mondiali di sci giornalisti, svoltisi all'Alpe d'Huez, sulle montagne
francesi, di premiare il miglior atleta dei giochi con un jeroboam
di spumante Lessini Durello metodo classico, che
è stato preferito ad altri vini presentati dalle altre nazionali,
compresi ovviamente i francesi.
La giornalista italiana Elisa Calcamuggi ("Montagne olimpiche
Torino 2006") ha vinto la medaglia d'oro nel gigante femminile,
ma soprattutto ha realizzato il miglior tempo assoluto battendo
anche il tedesco Ralf Scheuerer vincitore della categoria maschile
e aggiudicandosi dunque la preziosa confezione con i tre litri di
spumante Durello.
Un ulteriore riconoscimento alle bollicine dei monti Lessini è
venuto anche dalla serata inaugurale di gala, quando lo spumante
Durello è stato scelto quale aperitivo
della serata, incontrando i favori degli oltre 260 giornalisti presenti,
provenienti da 33 Paesi di tutto il mondo. Nel corso della serata,
che ha visto la delegazione italiana offrire anche assaggi di formaggio
Monte Veronese, fresco e stagionato, sono state stappate oltre 100
bottiglie di Durello, andate letteralmente a ruba.
Oltre alla medaglia d'oro della Calcamuggi, la nazionale italiana
Gis-Wind Tex (Giornalisti italiani sciatori), ha conquistato anche
tre medaglie d'argento e tre di bronzo. La nazionale italiana per
questa edizione dei Mondiali era sponsorizzata dalla Vagotex di
Colognola ai Colli e ha testato in condizioni difficili alcuni materiali
in Wind Tex.
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30-01-2004
IL VINO DEI CIMBRI ADOTTA IL FORMAGGIO DEGLI ARGONAUTI
Il vino dei Cimbri ha adottato il cacio degli Argonauti. Il consiglio
di amministrazione del Consorzio di tutela del vino Monti Lessini
Durello ha infatti aderito al progetto di sostegno del Presidio
del formaggio greco Niotiko promosso dalla Fondazione
Slow Food per la Biodiversità.
La difesa della biodiversità alimentare, delle tradizioni
gastronomiche, la promozione di un'agricoltura sostenibile, dell'identità
culturale dei popoli e delle produzioni di qualità sono dall'inizio
del suo percorso le linee guida dell'operato dei produttori di Durello
riuniti in consorzio dal 1998 e sono anche i principi che hanno
ispirato la costituzione della Fondazione che rivendica il diritto
delle singole comunità di decidere cosa coltivare, produrre
e mangiare, in una parola la sovranità alimentare.
L'autentico autoctono della Lessinia, forte dei risultati conseguiti
in questi 5 anni di lavoro sottolineando numerosi aspetti del territorio,
volge ora lo sguardo verso altri territori alla ricerca di una valorizzazione
della propria identità.
E se il Lessini Durello con il suo carattere spigoloso sembra incarnare
perfettamente il profilo della collina e della montagna dove cresce
l'uva Durella e al contempo il carattere dei Cimbri, il Niotiko
racconta di pietra, di sole, di macchia mediterranea e di montagne
deserte regno solo di capre e pastori.
Niotiko: è l'autoctonia per definizione, è
un non-nome che indica semplicemente il cacio tipico "di
Ios", una delle Cicladi.
Gli obiettivi del Presidio, uno dei duecento italiani e dei cento
internazionali individuati da Slow Food, si concretizzeranno già
con Cheese 2003, il salone internazionale dei formaggi in programma
a Bra, Cuneo, dal 19 al 22 settembre. Sarà proprio il contesto
della manifestazione piemontese il luogo di debutto ufficiale del
matrimonio tra Lessini Durello e Niotiko, prodotti della terra autoctoni
per definizione, che saranno anche proposti quali protagonisti di
alcuni laboratori del gusto.
Il progetto della Fondazione punta alla costituzione
di un consorzio tra i pastori che avrà il compito di individuare
le regole per una migliore stagionatura e garantire un mercato a
questo antichissimo prodotto che ha tutte le credenziali per fare
dell'isola di Ios qualcosa di ben diverso da una semplice meta turistica.
Si porranno così le basi per la creazione di un marchio e
di un'etichetta da apporre sulle forme che saranno anche contraddistinte
dal nome del produttore, dal tipo di latte utilizzato e dalla razza
caprina allevata.
Il Presidio Niotiko, che gode del sostegno, oltre che del Consorzio
del Durello anche del Comune di Ios, sarà quindi presentato
anche alla Casa del Vino, poi a Santorini e infine al Salone
del Gusto il prossimo anno. La realizzazione di materiale
promozionale ed il lancio dell'iniziativa sui circuiti dell'informazione
internazionale saranno le tappe intermedie di questo progetto che
punta a dare visibilità a questi due eccellenti prodotti
della terra.
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14-01-2004
E' ELISABETTA TOSI LA GIORNALISTA "DURELLO" PER IL 2003
Il "E' un vero affresco, un servizio di ampio respiro che parla
di vino, di gente, di lavoro, di terra, di studio, di delusioni
e di successi. E' in una parola completo, e fa venir voglia a chi
non l'abbia ancora assaggiato di bere questo vino ancestrale e a
chi non l'abbia ancora visitata di venire a vedere cosa siano la
Lessinia, le sue colline e le sue comunità."
Questa la motivazione del terzo premio giornalistico "Giornalista
Durello 2003", vinto quest'anno dalla giornalista Elisabetta
Tosi. Una vera professionista del settore viti-enologico
visto che vanta al suo attivo numerose collaborazioni con alcune
tra le più conosciute testate del settore, oltre ad alcuni
libri sul vino e il territorio veronese.
L'articolo premiato è stato pubblicato dalla nota rivista
"Cucina e Vini" con il titolo
"Lessini, lo spumante della montagna", e selezionato
tra i numerosi lavori pervenuti alla commissione nel corso del 2003.
Mai come quest'anno, infatti, la partecipazione è stata numerosa
e qualificata, sia sui temi della zonazione viticola, sia sui legami
tra il Durello e le terre dei Cimbri e sia per l'originale adozione
del formaggio greco Niotiko.
Il premio, che da tradizione consiste in un ambitissimo Baltazar
(12 litri) di Lessini Durello, è stato dipinto,
quest'anno, da Sabina Mazzardo, emergente artista di Monteforte,
che ha voluto rappresentare tutto il territorio vitato della denominazione
con riferimento ai cru più significativi individuati dall'importante
lavoro di zonazione viticola e delle quattro "Cuvèe
del Giornalista".
Nella motivazione del premio la commissione ha sottolineato come
il Durello, soprattutto nelle sue tipologie spumanti, continua a
crescere, a migliorare, a incontrare un apprezzamento sempre più
curioso e convinto. Del resto è un vino che se lo merita,
come si meritano questo successo i produttori, che ci hanno creduto
e in questi ultimi anni si sono impegnati con forza per raggiungere
traguardi che cominciano ad essere sotto gli occhi di tutti.
Si tratta di risultati che sono stati visti, interpretati e divulgati
da un gruppo sempre più numeroso e attento di giornalisti
e che ha reso più difficile l'individuazione del Giornalista
del Durello per il 2003. I servizi pubblicati sono stati infatti
parecchi, pregevoli, tutti meritevoli di attenzione e di elogio.
Ma si doveva scegliere, ed è giusto che sia così,
anche come stimolo per tutti a scrivere ancora di questo vino straordinario,
che ha dentro di sé la storia, il territorio che lo produce,
le sue leggende, i suoi misteri e i suoi colori.
La consegna del premio è avvenuta in occasione dell'ormai
tradizionale appuntamento nel salotto più storico di Verona,
la meravigliosa Loggia di Frà Giocondo.
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