| Intorno al Lessini Durello sulle strade veronesi Itinerario 1 Dal centro cittadino di Montebello (vedere itinerario 3) si esce in direzione nord-est verso Selva qui incontriamo subito il confine sud della zona di produzione. Si prosegue quindi seguendo la strada in direzione Gambellara importante centro vitivinicolo. Il toponimo, comune al paese ed al suo vino più tipico, è forse di origine longobarda. Il borgo di Sorio, deformazione popolare di San Giorgio, era, infatti, nel VII secolo una fara di quella etnia. Per alcuni Gambellara racchiude in sé il significato di "terra della vite", dal greco ampelos, vite, e dalla radice latina gamb, che richiama il suo piede. Gambellara costituì anche un importante castello di confine, al centro di interminabili contese territoriali e, conseguentemente, di eventi bellici. Merita una visita la Chiesa parrocchiale, di stile neoclassico, eretta alla fine del secolo scorso e dominante sul panorama; allinterno racchiude numerosi affreschi e dipinti, tra i quali spiccano due pale attribuite alla scuola del Veronese. La gastronomia locale vanta un pregevole capretto al forno, passato allo spiedo secondo una ricetta antichissima; certamente oggi non troviamo più quei "perfettissimi capretti" celebrati da Ortensio Lando nel Cinquecento, ma alcune trattorie della zona ripropongono tuttora questo piatto della tradizione, soprattutto nei giorni della Pasqua. Da qui consigliamo una breve deviazione verso Monteforte dAlpone attraversando la frazione di Sarmazza e proseguendo lungo lantico tracciato della via Postumia. Monteforte è un antico abitato a forte tradizione vinicola , forse il comune a più alta densità viticola dEuropa. E sede di alcune tra le più importanti aziende per la produzione del Soave Classico. La Cantina di Monteforte raccoglie le uve di circa 600 soci, si consiglia la visita del punto vendita aziendale dove accanto ai vini più importanti si può trovare olio extravergine di oliva di produzione locale, grappe e distillati. Notevole il palazzo Vescovile fatto costruire nel 1471 in elegante stile veneziano per conto del Vescovo Ermolao Barbaro. Allinterno un prezioso chiostro a doppio loggiato; con allinterno opere interessanti di illustri autori del cinquecento. E possibile visitare telefonando preventivamente allo 045-6102355. Nelle cantine dello stesso palazzo si trova unEnoteca con una ricca offerta di vini veronesi e di piatti della tradizione. Anche se leggermente più a sud del confine della Doc Lessini non si può non visitare Soave città racchiusa nellintatta cinta muraria che risale fino alla cima del colle sovrastante , dove è ubicato il Mastio (è possibile visitarlo telefonando preventivamente allo 045-7680036). Già presidio romano, come raccontano limpianto viario esistente e la centuriazione del territorio circostante, fu quasi certamente rifondata dagli Svevi giunti al seguito dei Longobardi e fortificata dagli Scaligeri. Il forte sentore di storia ed arte non è testimoniato solo dalla presenza della cerchia muraria ma pressoché da tutto il tessuto urbano che conserva ancora: il duecentesco Palazzo dei Conti San Bonifacio; il bel Palazzo di Giustizia ancora oggi sede della magistratra locale;laltrettanto notevole palazzo Scaligero, dimora dei governanti Veronesi, poi dei capitani della Serenissima e attualmente, sede Municipale; il quattrocentesco Palazzo Cavalli, ora Pomini (privato), in stile gotico. Da Soave è agevole visitare tutte le vallate veronesi interessate alla Doc Durello. Litinerario consigliato è quello di risalire sulla provinciale verso Nord in direzione Cazzano di Tramigna, dove si può visitare la chiesetta trecentesca dedicata a San Colombano, al suo interno è conservata una "Vergine col Bambino"; altrettanto suggestiva è la Chiesa di San Felice con annesso conventino. Cazzano oltre alla vocazione viticola è anche terra di elezione per le ciliegie, ma non meno importante è lattenzione per lolivicoltura. Il viaggio prosegue verso Campiano graziosa frazione in splendida posizione sullalta valle del Tramigna. La strada è in questo tratto meno agevole caratterizzata da tornanti e salite ma che appaga ampiamente la fatica per gli splendidi scorci panoramici. Attività di lunga tradizione è la raccolta delle radici dellIris (gadoi) che messi ad essiccare servono per usi farmaceutici. La strada prosegue sulla dorsale che divide la valle dIllasi dalla Val dAlpone verso contrada Finetti. Da qui si raggiunge Tregnago con i resti del suo antico maniero ed alcune pregevoli ville e Cogollo, piccola capitale del ferro battuto. Risalendo ancora la Val dIllasi incontriamo Badia Calavena. Qui la valle si fa più stretta ed è caratterizzata da numerosi esempi di arte popolare con affreschi sulle case e piccoli capitelli in pietra. La Val dIllasi continua verso nord con Selva di Progno e Giazza. Centro caratteristico dove si parla ancora "il Cimbro". Giazza grazie alla sua felice posizione geografica, offre ai suoi numerosi turisti ed appassionati della montagna un soggiorno ideale nel verde e nella tranquillità. Nei locali pubblici vengono serviti prodotti tipici cimbri, accanto a quelli locali e tradizionali della montagna. Nella piazza del paese si trova il museo dei Cimbri, che raccoglie manoscritti, costumi, attrezzi per lartigianato, testimonianza di tradizioni ed abitudini dei nostri antenati. Il nostro itinerario lungo i confini del Durello ci riporta a S. Andrea di Badia Calavena dove lasciamo la Valle dIllasi per arrivare a Vestenanova (che delimita a nord nella parte veronese la zona di produzione) passando per S. Bortolo e Bolca importante centro mondiale per i fossili (vedi itinerario 3). Qui il turista ha 2 possibilità: scendere verso Chiampo e quindi collegarsi con litinerario 2 proseguendo il viaggio in provincia di Vicenza, o scendere attraverso la Val dAlpone fino a Monteforte Montebello. inizio pagina |