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panorama Lessini

bottiglia Durello

 

• Le Colline D' Oro
• La DOC Lessini Durello
• La fragranza gioiosa del Lessini Durello
 
 
 

 

Le Colline d' Oro
di Abele Casagrande

Tra le tante cose che il giovane Consorzio di tutela del Lessini Durello è chiamato a fare nei prossimi anni, una delle più importanti è senza dubbio la promozione di un prodotto che anche il consumatore attento non conosce sufficientemente.
Da questa premessa nasce l'esigenza di uno spazio Internet che si propone di far conoscere a quanti amano il vino e la realtà sociale e culturale in cui viene prodotto, la vitivinicoltura d'alta collina, in particolare dell'area dei Lessini, una zona vocata collinare e montana che abbraccia due province: Verona e Vicenza. Dalle Colline d'Oro che scendono verso Montecchia di Crosara, Roncà, Arzignano, Chiampo e tutti gli altri comuni il cui territorio è compreso in tutto o in parte nella doc nasce l'attuale Lessini Durello, un vino ottenuto in prevalenza da vitigni autenticamente tipici di queste terre: basti pensare che si ritiene la denominazione "Durello" discendente diretta della "Durasena" citata fin dal 1292.
Ma perchè il nome "Durello"?
Forse per la sua alta acidità complessiva che gli conferisce elevata resistenza alle alterazioni e un gusto caratteristico, tale da renderlo particolarmente adatto alla spumantizzazione, sia con metodo Charmat sia con la più tradizionale fermentazione in bottiglia.
Questa è in larga misura la realtà produttiva attuale, consentita da un disciplinare che va oggi sempre più stretto ai viticoltori della zona. Infatti, sebbene il riconoscimento della denominazione sia relativamente recente (era il 1987), attualmente é molto sentita la necessità di un suo aggiornamento, che consenta ai vitivinicoltori di offrire al consumo un vino più in linea con i gusti moderni.
I nuovi impianti, effettuati soprattutto con Chardonnay, Pinot nero, Pinot grigio, Cabernet e Merlot, propongono oggi vini che si prestano ottimamente ad entrare in cuveè di spumanti di eccellenza e vini di struttura e personalità tali da poter affrontare il mercato e la concorrenza internazionale.
In pratica, l'evoluzione del "vigneto" sta portando il Lessini Durello verso una nuova identità ed é giusto che si intervenga sul disciplinare in modo da consentire una qualificazione complessiva della zona, creando i presupposti per valorizzare tutti i prodotti e al tempo stesso mantenere la tradizione.


Se da un lato é importante aiutare la trasformazione in corso sotto il profilo vitienologico, dall'altro appare altrettanto fondamentale il recupero e la valorizzazione dell'intero territorio attraverso itinerari enoturistici ed enogastronomici che facciano conoscere a chi lo desidera aziende, punti vendita, ristoranti e bellezze storiche e ambientali di cui tutto il comprensorio é ricco.
In tal senso appare assai importante la promozione della Strada del Vino che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe essere lo strumento che riassume tutte le valenze positive della zona, ma di rilievo appare anche il contributo che può essere dato da questo spazio nella rete, la cui divulgazione aiuterà senz'altro i consumi come pure il processo di verifica se produzione e consumo vadano nella stessa direzione, oppure se e come questo rapporto possa essere migliorato.
Il Lessini Durello è, dunque, una realtà giovane del settore enologico e come tale si propone nuovi traguardi: per garantire un futuro economico alle aziende che in condizioni particolarmente difficili praticano la viticoltura e per creare, se possibile, nuovi posti di lavoro in zone che sono, sotto ogni profilo, obiettivamente svantaggiate.
Un grazie pertanto ai soci del Consorzio che pur tra tante difficoltà credono nel valore delle iniziative intraprese, al direttore del Consorzio Aldo Lorenzoni ed i suoi collaboratori e a tutti quelli che vorranno dare il loro contributo per far crescere la qualità e l'immagine del nostro vino.
Un ringraziamento particolare desidero rivolgere a Fernando Zampiva, appassionato studioso della storia della Lessinia e dell'area che la circonda, che col suo lavoro ha messo in luce la ricchezza e il benessere del passato antico e recente di queste contrade e ad Alfredo Pelle, gastronomo, che in ogni occasione celebra le qualità del Lessini Durello, compagno ideale del famoso baccalà alla vicentina e di altri tipici piatti della cucina veneta.

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